Self Compassion | Il potere gentile della compassione

Self Compassion | Il potere gentile della compassione

Provate a pronunciare lentamente la parola compassione. Sembra morbida, ma porta in sé un’ambiguità semantica: empatia o pena? Cura o giudizio? La self-compassion – secondo la prospettiva della psicologa Kristin Neff – non è autocommiserazione, ma potere gentile. È la capacità di trattarsi con la stessa comprensione che riserviamo agli altri, riconoscendo la nostra comune fragilità e imparando a restare presenti, senza fuggire da noi stessi.

Iniziamo da qui

Provate a pronunciare ad alta voce la parola compassione, scandendola con attenzione, in modo da farla risuonare in modo pieno e forte dentro di voi: com-pas-sio-ne. Quale immagine evoca? Come risuona? Vi suggerisce un senso di positiva cura e vicinanza o piuttosto un’idea di pena e giudizio? 

In effetti, facendo una ricerca sul Vocabolario della lingua italiana, troviamo proprio queste due sfumature di significato: compassione, che deriva dal latino compăti «compatire», indica sia un sentimento di pietà verso chi è infelice ma anche un senso di sprezzante commiserazione.

Il potere gentile

Parlare di Self-Compassion, quindi, dove ci porta? In che modo ha a che fare con il potere gentile a cui si fa riferimento nel titolo?

Lo spiega in modo molto chiaro la psicologa statunitense Kristin Neff, nel suo libro La Self-Compassion, collegandola a tre elementi essenziali e interconnessi:

 

  • Gentilezza verso noi stessi | Siamo capaci di essere comprensivi e premurosi con noi stessi nei momenti di difficoltà? Quanto è difficile superare l’auto-giudizio e l’iper-criticismo che spesso proviamo? Farlo ci consente di creare le premesse per poterci ascoltare e comprendere in un modo più profondo. Se non devo sentirmi sbagliato/a posso accogliermi e comprendermi davvero!
  • Umanità condivisa | Riusciamo a riconoscere che la sofferenza e l’imperfezione fanno parte dell’esperienza umana? Quando si attiva la nostra tendenza all’auto-commiserazione? Guardare oltre la nostra personale esperienza e riconoscerla negli altri ci connette col mondo, offrendoci uno sguardo più ampio e fiducioso sulle cose.  Se non sono l’unico/a allora è più accettabile e affrontabile!
  • Mindfulness | Come possiamo mantenere una consapevolezza equilibrata di noi stessi, nel turbinio caotico di emozioni e vissuti? Quanto è forte la tentazione di non sentire? Stare nel momento presente ci aiuta a trovare le risposte più efficaci e funzionali per noi-ora. Se sono presente, mi apro alla possibilità di agire in modo consapevole.

 

In pratica, la Self-Compassion diventa un modo per prenderci cura di noi, senza giudicarci, accogliendo tutta la nostra umanità, in compagnia delle nostre emozioni. 

In che modo allenarci?

Due piccoli suggerimenti:

  • Superiamo la convinzione che essere gentili con noi stessi significhi essere deboli o indulgenti e facciamo esercizi di auto-gentilezza, per esempio, cambiando i nostri self talk iper-critici con pensieri di accoglienza e comprensione
  • Dedichiamo tempo a meditazioni guidate che ci aiutino a coltivare una diversa auto-disciplina, per esempio, ritagliandoci il tempo prima di iniziare la giornata per sentire come stiamo e per respirare in modo consapevole 

 

In quale altro modo puoi portare la Self-Compassion nella tua vita?

Alessandra Matere
amatere@incontatto.it


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