Verbalia | Kyaraben

Verbalia | Kyaraben

Un pomeriggio come tanti. Stavo scorrendo Instagram, distrattamente: cibo patinato, gattini cute in equilibrio improbabile, solite stories dimenticabili e primi piani di calici in festa, biscotti glassati e lucine di Natale. Poi, una foto: scatolina piena di riso, alghe e verdure trasformata in un piccolo zoo. Un panda di riso, un sorridente polipetto di würstel, persino un Pikachu realizzato con le omelette. Sorrido. Penso. Decido di approfondire.

Etimologia in miniatura

Scopro che quella che mi sembra una bizzarra schiscetta stile Pixar, è in realtà un trend social dedicato al kyaraben, che in Giappone è una pratica consueta e quotidiana. La parola kyaraben nasce dall’unione di kyarā (キャラー, personaggio) e bentō (弁当, il pranzo in scatola tipico giapponese). Significa letteralmente pranzo a personaggio. Il cibo viene disposto e decorato fino a rappresentare figure, animali, fiori o eroi dei cartoni animati. È un gesto estetico e, soprattutto, è un atto di cura. Kyaraben è un linguaggio non verbale che suggerisce: ho pensato a te mentre preparavo questo pasto. In Giappone, è un modo comune per incoraggiare i bambini durante la giornata scolastica.

Post-it a colazione 

Il kyaraben fa pensare che anche i gesti minimi possano avere un impatto enorme. Un pranzo che sorprende, una parola gentile tra mille incombenze, un segno positivo che rompe la routine. Sono antidoti silenziosi al grigiore quotidiano.
In fondo, il kyaraben è come un post-it lasciato sulla scrivania: non ti cambia la vita, ma può cambiarti la giornata.

Panda di tofu a pranzo

Quindi, che senso ha portare il kyaraben nella comunicazione professionale? Ovviamente, non si tratta di servire panda di tofu ai colleghi. Si tratta, invece, di trasformare gesti meccanici in gesti relazionali. Proviamo a pensare ad alcuni momenti molto operativi, in cui adottare una comunicazione in stile kyaraben.

Oltre il muro di parole

Ogni giorno produciamo documenti, scriviamo e-mail, comunichiamo attraverso canali diversi.
Un testo tecnico o un report, per esempio, possono facilitare chi li legge oppure diventare muri di parole.
La differenza nasce dalla progettazione. Qui entra in gioco il design thinking: partire dai bisogni del destinatario.

Leggibilità

Per ottenere una comunicazione chiara, servono alcune scelte concrete:

  • Titoli chiari e gerarchici | distinguere i livelli (titolo, sottotitolo, paragrafo) aiuta la scansione e costruisce una buona information architecture
  • Sintesi iniziale | poche righe che anticipano i contenuti riducono il costo cognitivo di chi legge
  • Box e callout visivi | evidenziare i punti chiave facilita la memorizzazione
  • Infografiche essenziali | tradurre visivamente la complessità aiuta tutti a orientarsi

Questa comunicazione user-centered applica il principio dell’empatia: scrivere pensando al vantaggio di chi legge.

Sostanza relazionale

Un altro esempio di kyaraben applicato riguarda la scrittura delle e-mail.
Sono il mezzo più usato nelle organizzazioni, eppure spesso trattate come automatismi.
Applicare logiche di service design significa considerare ogni messaggio come parte di un flusso e come occasione di relazione.

Ecco alcuni accorgimenti pratici:

  • Oggetto efficace | anticipa lo scopo e contiene le parole-chiave
  • Struttura chiara | apertura contestuale, corpo breve, chiusura con call-to-action
  • Tono umano | un ringraziamento mirato o un riconoscimento sincero aumentano il coinvolgimento
  • Accessibilità | frasi brevi, termini chiari, zero aziendalese. Il destinatario ha generalmente 30 secondi e altre 5 notifiche aperte!

Curare la forma, aumentare la sostanza

Le e-mail in chiave kyaraben, quindi, cambiano la quotidianità digitale con dettagli minimi.
Curare la forma aumenta la sostanza relazionale. Un contenuto altamente leggibile fa sentire chi lo riceve parte di un processo.

Byung-Chul Han ne La società della trasparenza (2012), sostiene che la nostra epoca riduce ogni cosa a numeri, efficienza, prestazione, eliminando ciò che non appare immediatamente utile o quantificabile. La logica della standardizzazione appiattisce i gesti e impoverisce le relazioni. Il kyaraben suggerisce che la forma è, invece, sostanziale. Proprio nei dettagli invisibili si custodisce la relazione, e il valore che sta nella cura.

Un gesto piccolo

Prova, domani, a scegliere un gesto minimo da trasformare in chiave kyaraben.

No worry! Non ti servirà intagliare alghe con la pinzetta! Basterà una e-mail curata, una frase originale in una presentazione, un file più leggibile. Oppure, nella vita personale, un pranzo impiattato da haute cuisine.

Chiediti:

  • quale gesto meccanico posso rendere più vivo?
  • a chi posso regalare un dettaglio che comunichi attenzione?
  • se dovessi lasciare oggi un segno visibile della mia cura, quale forma avrebbe?

In conclusione.

Con gesti scelti, con parole precise.

Alessia De Carli
adecarli@incontatto.it