
15 Jul Grounding | Tornare alle radici
Lo sentiamo ripetere fino allo sfinimento: gli impegni quotidiani ci costringono a ritmi insostenibili nel lungo periodo. Lo sperimentiamo spesso: nella velocità delle cose da fare, perdiamo il momento e il valore che con esso si consuma. La sensazione di attraversare le giornate è sempre più frequente e, talvolta, inconsapevole. L’iperconnessione e la volatilità delle informazioni sono aspetti comuni della nostra vita, considerati ormai scontati e parte strutturale del nostro tempo vissuto. Ma in questa nuova e complessa struttura, possiamo imparare a stare, proteggendo ciò che abbiamo di più prezioso: noi stessi.
Ri-conoscersi: una nuova quotidianità
La buona notizia è che abbiamo alcune possibilità per tornare nel qui e ora, mentre siamo rapiti dagli impegni frenetici della giornata. Una di queste è il Grounding.
Il Grounding è la capacità di ritornare a sé, attraverso il proprio corpo – il mezzo più accessibile, e sempre a portata di mano, che a volte sottovalutiamo. Per farlo, si avvale di diverse tecniche e strategie semplici da applicare, che ci aiutano a riportare l’attenzione al momento presente. L’Ordine degli Psicologi sostiene che il Grounding, nel benessere psicologico, rappresenta uno strumento utile per ristabilire contatto con sé stessi nei momenti di stress, ansia o sovraccarico mentale.
Non dirò che basta poco per tornare ad essere presenti nel qui e ora. D’altra parte, se abbiamo smesso di stare, significa che, probabilmente, per noi è più spontaneo fare il contrario. Ma basta uno strumento, e non è tecnologico: il nostro corpo.
Alla base di tutto: terra e aria
Il termine Grounding è stato adottato da Alexander Lowen, fondatore dell’analisi bioenergetica, che ha scritto a quattro mani, con sua moglie Leslie Lowen, il volume Espansione e integrazione del corpo in Biogenetica. I Lowen definiscono il Grounding come sensazione di contatto tra i piedi e il terreno.
Il significato della parola è, infatti, molto semplice: radicamento. E la prima immagine che mi viene in mente, pensando alle radici, sono proprio i piedi nudi a contatto con la terra, il corpo a contatto con le fondamenta. Procedendo spontaneamente nella visualizzazione, prendo un bel respiro, riempio i polmoni e chiudo gli occhi. Sento la terra sotto i piedi, respiro. E basta.
Se penso al radicamento, al Grounding, penso alla terra e all’aria. E, in effetti, avere i piedi per terra significa esattamente questo, che non si è per aria. Significa che sappiamo dove siamo, qual è la nostra posizione e, quindi, CHI siamo.
Tecniche di Grounding
Come posso praticamente favorire la mia connessione con il presente? Le attività da fare sono quasi banali, intuitive. Tutto sta nel viverle con consapevolezza e presenza:
- Respirare: riportare l’attenzione a un respiro consapevole
- Sensi: attivare i cinque sensi, toccare, odorare, assaporare, osservare, ascoltare
- Natura: stabilire un contatto fisico con l’ambiente che ci circonda
Possiamo, quindi, camminare a piedi nudi sulla sabbia, sulla terra o sulle pietre. Fermarci in un posto tranquillo e ascoltare il nostro respiro. Guardare intorno a noi lentamente e soffermarci su pochi oggetti, seguendo con lo sguardo i loro contorni. Possiamo esserci davvero, anche nella velocità delle giornate.
Essere presenti è una scelta allenabile
Sappiamo che la vita è una sequenza di abitudini e alcune di queste difficili da introdurre nella nostra quotidianità. Ma anche qui c’è una buona notizia. Essere capaci di stare nel qui e ora è una competenza allenabile, e questo è l’unico impegno che ci viene richiesto.
Partiamo dalle piccole cose: respiro, sensi, natura. Partiamo da qui, da ora.
Proviamo a fermarci solo un attimo, un minuto soltanto, proprio adesso.
Com’è stare nel presente?
