A proposito di TEC

A proposito di TEC

Eppure c’è ancora qualcuno che snobba la realtà TECnologica. Vi spiego che cosa intendo.

La tecnologia abita con noi, nelle nostre case, nei nostri uffici, addirittura nelle nostre tasche. Quanti di noi hanno la “sana” abitudine di tenere in tasca lo smartphone? Pensate: estraiamo dalle tasche il nostro ultimo modello di iPhone7, almeno 100 volte nell’arco di una giornata! Più spesso, dunque, di quanto immaginiamo di accarezzare nostra moglie e i nostri bambini, nell’arco di un mese. Tuttavia, non è questo il dato più singolare che ci dovrebbe far balzare dalla sedia – dove, in questo momento, siamo probabilmente seduti – bensì, quello che vi sto per dire.

Solamente il 5% degli italiani utilizza la tecnologia per lavoro. 

Il resto della popolazione in realtà snobba la tecnologia! E giustifica il proprio ingegneristico “multitasking perditempo”, dicendo: “Ma io STO lavorano!”. 

Proviamo a capire… Che cosa c’è dietro a questa auto-giustificazione? Spesso scopriamo che si tratta di persone che non hanno né un sito, né un messaggio per veicolare ed erogare i prodotti della propria azienda. Non hanno, insomma, un business automatizzabile.

A volte abbiamo di fronte enormi opportunità che purtroppo non sappiamo cogliere. Siamo spaventati dalle novità, semplicemente perché nessuno non ce le ha spiegate. Abbiamo bisogno che qualcuno ci guidi, per capire, conoscere e comprendere come utilizzare la tecnologia a nostro vantaggio, in modo da migliorare la qualità della nostra vita.

I processi automatizzabili stanno già sostituendo molti ruoli, che prima erano occupati da persone. La commessa, il casellante, il bancario e tanti altri, prima o dopo, verranno sostituiti dai robot. Stiamo entrando nella quinta onda tecnologica, in cui l’automazione sarà l’ingrediente essenziale, che nei prossimi anni migliorerà la qualità della nostra vita.

So che cosa state pensando! Solo ad una forte crisi! Io penso, però, che non possiamo arrabbiarci, ma adattarci. Che non possiamo arrenderci, bensì maturare una nuova consapevolezza e assumere un atteggiamento diverso, più propositivo, mentre apprendiamo e facciamo nostri gli strumenti che non abbiamo mai considerato utili prima d’oggi.

Non possiamo rifiutare, ma possiamo innovare. Creare qualcosa di nostro, proporre un’idea, un progetto originale. Qualcosa che soddisfi un bisogno, una necessità di pochi o addirittura di molti. Contribuire a migliorare e a migliorarci.

Magari vi state chiedendo: “Ma come posso creare qualcosa di mio, per contribuire?”. Ecco, trovo che questa sia un’ottima domanda da persone TEC-consapevoli!

Le cose cambiano, il mondo cambia, noi cambiamo. Se prendiamo consapevolezza delle grandi novità che stanno accadendo intorno a noi, possiamo davvero cominciare a formulare progetti interessanti!

Vi invito quindi a restare qui, ancora qualche istante! Vorrei condividere con voi la chiave, il distillato di ciò che, secondo me, può aiutarci davvero in questo cambiamento! Mi piacerebbe che alla fine di questo articolo, ognuno di voi pensasse di avere alcuni strumenti in più, per scegliere il modo in cui distinguersi sul mercato…

Proverò a condividere alcuni spunti di riflessione, che spero possano esservi utili…

1. Il pubblico. Ti stai rivolgendo al pubblico giusto? Sai, molte volte per piacere a tutti, andiamo incontro a tutti!

Qualche settimana fa, durante una cena di lavoro, una ragazza incuriosita dal nuovo prodotto che Andrea ed io avevamo appena lanciato sul mercato, si è avvicinata a noi, chiedendo: “Mi sembra strano che con le vostre capacità di negoziazione, vendiate il prodotto ad un costo così alto. Come mai?”. La nostra risposta spontanea è stata: “Proprio perché crediamo nel valore di quello che vendiamo, abbiamo scelto di erogare al prezzo che tu consideri alto!”.  

Forse la ragazza ha ragione: avremmo venduto di più ad un prezzo inferiore. Ma volevamo che il prezzo generasse già una forte scrematura. Volevamo selezionare solo persone realmente interessate e determinate, che ci assicurassero il raggiungimento del miglior risultato. Ed è così che abbiamo dato una spiegazione alla ragazza curiosa, abbiamo fatto chiarezza. E questa è la seconda riflessione.

2. Aiutare il cliente a capire. Credo sia molto importante sostenere l’interlocutore nel comprendere e digerire il nostro messaggio.

Il mio obiettivo è che al termine della conversazione, il mio interlocutore abbia le idee chiarissime! Quando lavoro per un cliente, cerco sempre di individuare le sue preoccupazioni, le sue paure, i suoi problemi, e solo dopo mi impegno a cercare le soluzioni a queste preoccupazioni! Una volta individuato il tipo di pubblico e ricercato le soluzioni alle preoccupazioni del cliente… gliele posso regalare! Tu dirai: “Ma è una follia?!”. No, secondo me il terzo passaggio è proprio questo: dare valore!

3. Dare valore. Ciò che gli altri vendono, tu lo regali!

Ovviamente se non trattiamo un prodotto fisico, è molto meglio! Magari siamo liberi professionisti, e possiamo offrire una consulenza. Oppure possiamo regalare un trattamento, se siamo titolari di un centro estetico. Possiamo offrire qualsiasi cosa, che abbia un costo sul mercato. E così distinguerci! A questo scopo, possiamo abilmente usare le tecnologie che abbiamo a portata di mano: Facebook, Instagram, Snapchat… magari utilizzando lo strumento secondo me più potente: i video!

Infine, a me stesso ripeto sempre: utilizza al meglio il tuo tempo! Il multitasking non ha mai aiutato nessuno! Anzi, può far perdere un sacco di tempo! Quindi, io faccio così: mi focalizzo su quello che voglio fare e… lo faccio!

Un ultimo spunto che voglio condividere: in ogni cosa che faccio, metto tanto tanto amore. E penso a contribuire, non a vendere!

Questi sono gli elementi che hanno migliorato la mia vita personale e professionale.

Usali e se vuoi, fammi sapere com’è andata!

Ci vediamo nel prossimo articolo!

luca.parisi