Diverso da me… che allergia!

Diverso da me… che allergia!

Ma perché?

L’allergia è una reazione del corpo nei confronti di una sostanza che il nostro organismo non tollera, pur essendo quella sostanza innocua. È la stessa sensazione che proviamo, quando interagiamo con una persona che ha qualità opposte alle nostre

Mario è un team leader con una mente aperta ed un agire molto veloce. Quando si confronta con Giorgio, membro del suo team, con un approccio molto calmo e riflessivo – in sintesi, il suo opposto – Mario avverte una sensazione di insofferenza e di intolleranza: questo genera uno scontro tra i due. La qualità distintiva di Mario è la velocità, quella di Giorgio è la ponderazione. 

Conoscere e riconoscere le qualità autentiche che ci caratterizzano, di cui siamo impregnati, le qualità speciali che ci rendono subito distintivi e riconoscibili agli occhi degli altri, è indispensabile, per lavorare sulla propria crescita personale e professionale, per capire meglio gli altri e migliorare le relazioni interpersonali.

Queste core qualities (qualità autentiche o potenziale innato), come le definisce Daniel Ofman, sono gli attributi che formano l’essenza (il nucleo) di una persona e che pongono sotto una luce particolare tutte le sue altre caratteristiche, più o meno evidenti.

Una persona è colorata delle sue qualità autentiche. Sono il suo punto di forza, le caratteristiche che vengono immediatamente in mente quando si pensa a lei, senza le quali non la si riconoscerebbe più. Come nel caso di Mario e Giorgio.

Una qualità autentica è sempre potenzialmente presente, non può essere accesa o spenta a piacimento. 

Sono sicura che, se sfogliaste l’album delle foto dei vostri amici, colleghi e capi, a ciascuno attribuireste una qualità autentica: disponibilità, modestia, coraggio, fascino, passionalità, determinazione, empatia.

Con la stessa naturalezza con la quale riconoscete delle qualità autentiche in queste persone, spesso le rimproverate, con espressioni quali : “sei troppo accondiscendente!”, “ quanto sei cavilloso, pignolo!”, “non essere cosi insistente, assillante!”.  

Vero? 😉 

Alla nascita siamo tutti stati dotati di una serie di qualità autentiche, ma anche di eccellenti vulnerabilità. Mi viene da dire: per fortuna! Altrimenti saremmo degli esseri perfetti, privi di ogni possibilità di crescita!

Molto spesso le nostre vulnerabilità sono il risultato di un eccesso di una qualità autentica. Abbiamo sovrasviluppato così tanto quella qualità, da generare una distorsione, rendendola la nostra trappola!

Diciamo che la qualità autentica è il nostro lato luminoso, mentre la trappola è il lato ombra. Due facce della stessa medaglia! La trappola è la nostra vulnerabilità, la qualità negativa con cui gli altri probabilmente ci etichettano: “sei troppo…!” ; “non essere così …!” .

Quando ci sentiamo dire frasi simili, si innesca un meccanismo di difesa e cerchiamo di giustificare a noi stessi e agli altri il nostro comportamento, perché apparire meno perfetti di quanto vorremmo genera disagio, fastidio, dolore.

Il rischio che corriamo, assumendo questo atteggiamento, è di compromettere le nostre relazioni e di non darci la possibilità di avere un cambiamento positivo.

Affinché queste vulnerabilità possano diventare un’opportunità di sviluppo per noi, è importante accettarle e prendersi la responsabilità di lavorarci su.

Cerchiamo di capire come.

Torniamo ai nostri amici Mario e Giorgio. Il lato luminoso (punto di forza) di Mario è la velocità e quello di Giorgio la ponderazione.

Quali saranno i loro lati ombra, le loro trappole?

L’eccesso di velocità di Mario potrebbe diventare frenesia.Se Giorgio portasse all’eccesso la sua ponderazione, questa potrebbe essere percepita come staticità.

Vi faccio qualche altro esempio di trappole: chi è troppo cauto rischia di diventare pedante; l’eccesso di flessibilità può essere percepito come incoerenza; una persona molto risoluta può venire rimproverata di essere insistente.

Per evitare la trappola, dobbiamo sviluppare la sfida – qualcosa, dunque, che non ci viene naturale, ma che richiede il nostro impegno – da combinare con la nostra qualità autentica, per tenerla in equilibrio.

Quali potrebbero essere le sfide di Mario e Giorgio? Cosa dovrebbero sforzarsi di fare un po’ di più?

Mario dovrebbe essere nello stesso tempo, veloce e calmo (sfida), per non correre il rischio di diventare frenetico (trappola). 

Giorgio dovrebbe creare complementarietà tra ponderatezza e dinamismo (sfida), per evitare la staticità (trappola).

Mario potrebbe obiettare: “Sì, ma o sono veloce o sono calmo…!”. Il segreto per riuscire a combinare qualità autentica e sfida è rendere i due concetti compatibili, equilibrati, pensare in termini “A e B” e non “A o B.

Vi siete accorti che la sfida è la qualità positiva diametralmente opposta alla trappola:

Mario:  frenesia (trappola) – calma (sfida)

Giorgio:  staticità (trappola) – dinamismo (sfida)

A questo punto proviamo a rispondere alla domanda iniziale:

Diverso da me… che allergia! Ma perché?

Perché in genere le persone sono allergiche ad un eccesso della propria sfida, soprattutto quando è personificato da qualcun altro.

Mario prova allergia nei confronti di Giorgio, perché la qualità autentica di Giorgio – ponderatezza, calma – rappresenta proprio la sua sfida, cioè quello su cui deve lavorare nel proprio processo di sviluppo, per non cadere nella sua trappola – la frenesia.

L’eccesso della calma – la sfida di Mario – è la staticità, che rappresenta la trappola di Giorgio, nonché ciò che rende allergico Mario. L’eccesso di dinamismo – la sfida di Giorgio –  è l’iperattività, che rappresenta la trappola di Mario, nonché ciò che rende allergico Giorgio.

Se Mario comprendesse che la sua allergia ha qualcosa a che fare con la sua sfida, potrebbe diventare più tollerante e relazionarsi con Giorgio in modo più efficace.

E voi conoscete le vostre qualità autentiche?

Se non le conoscete, scopritele cercando di dare una risposta a queste domande:

  • Che cosa apprezzano gli altri in me?
  • Che cosa  do per scontato di  me?
  • Che cosa mi aspetto dagli altri?

 E se invece volete conoscere le vostre trappole, mettete a fuoco che cosa gli altri spesso vi rimproverano, con espressioni quali: Non comportarti come…!” “Non essere così…!”“Sei troppo…!”.

Per identificare la vostra sfida, avete due possibilità:

  1. Chiedervi cosa gli amici vi spronano a fare un po’ di più: “sii un po’ più”, “cerca di avere più…”.  Potrebbe essere proprio la qualità che vi aiuterebbe ad essere una persona più equilibrata e completa. 
  2. Chiedervi quale qualità ammirate generalmente negli altri. Di solito nella risposta, c’è la vostra sfida.

Buon lavoro!

adriana.depasquale